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Dendrobates tinctorius var. azureus


amotopoDendrobates tinctorius var. azureus

Ordine: Anura
Subordine: Neobatrachia
Famiglia: Dendrobatidae
Genere: Dendrobates
Specie: tinctorius

La "rana del dardo" blu

Classificata appena sul finire degli anni '60 da Hoogmoed, Dendrobates azureus iniziò la propria "carriera" terraristica in Olanda per diffondersi successivamente nel resto del mondo tra gli appassionati e gli allevatori professionisti, diventando a tutti gli effetti una delle "Poison Dart Frogs" più ambite, forte della particolarissima pigmentazione blu-azzurra che ne faceva un soggetto di grande interesse ed impatto visivo.
Ancora oggi, nonostante la messa in commercio di molte "thumbnails" particolarmente variopinte, a volte caratterizzate da una discreta rarità e costi tutt'altro che contenuti, D. azureus, rimane un obiettivo sempre ambito dagli appassionati negli allevamenti di Dendrobatidae.


Caratteristiche

D.azureus presenta un'inconfondibile livrea variabile dall'azzurro al blu più o meno carico. La parte dorsale manifesta una diffusa maculatura scura, caratterizzata da macchie e puntini più grossi negli esemplari di sesso femminile e più piccoli in quelli di sesso maschile, anche se il diametro delle macchie non sempre è determinante nella distinzione dei sessi, in quanto la dimensione della maculatura dorsale spesso varia anche da individuo a individuo.
La zona ventrale e le zampe anteriori e posteriori in genere presentano una pigmentazione di un bel blu elettrico, di esemplare in esemplare più o meno arricchito da qualche maculatura nera.
Le dimensioni medie si aggirano tra i 4,5-5,0 cm. Il dimorfismo sessuale non è molto accentuato negli esemplari giovani, mentre negli adulti le femmine si distinguono per una maggiore rotondità dei fianchi mentre i maschi in genere lievemente più snelli presentano inoltre dei pads piuttosto sviluppati nelle dita delle zampe anteriori.
D.azureus manifesta un carattere in genere abbastanza esuberante, in linea di massima come tutti gli appartenenti alla specie tinctorius: una volta ambientata in terrario, questa raganella tende a mostrarsi senza eccessiva timidezza, manifestando, come da prassi, la tipica voracità nell'alimentarsi che è comune a tutte le tinctorius.


Distribuzione in natura

D. azureus è distribuito in natura in un'area molto circoscritta della Savana di Sipaliwini, ampia distesa che si estende nel Sud del Suriname. L'ambiente di Sipaliwini si caratterizza per un clima caldo e relativamente umido, e da una vegetazione arbustiva predominante. Le Raganelle blu colonizzano delle microaree specifiche nella zona collinare della Savana in ambienti caratterizzati da lievi fenomeni di ruscellamento che garantiscono l'instaurarsi di un microclima favorevole alla sopravvivenza di questi Anuri. Risultando tale fascia collinare l'unico ambiente in cui questa specie sopravvive in natura, si può affermare che D. azureus rappresenti una specie di Dendrobatidae notevolmente a rischio di estinzione.
La sopravvivenza di questa specie, allo stato attuale delle cose, è vincolata alla preservazione dell'area di Sipaliwini, nonché alla preservazione degli esemplari nell'ambiente originario, scongiurando quindi i prelievi ai fini del pet trade e relativa immissione nel circuito terraristico.


Reperibilità degli esemplari ed allevamento in terrario

azureusDa molti anni D. azureus viene riprodotto con regolarità in terrario sia dagli appassionati amatoriali che dagli allevatori professionisti, la reperibilità in commercio quindi risulta possibile anche se, va detto, in Italia giungono davvero pochi esemplari, per lo più animali giovani occasionalmente reperibili alle mostre scambio del settore da qualche espositore straniero.
La situazione all'estero è fortunatamente migliore, in quanto è possibile osservare con una certa frequenza D. azureus in occasione dei consueti "Frog Day" o presso qualche allevamento professionale nord-europeo che a volte dispone di linee importanti anche se non propriamente a buon mercato.
Va considerato un fattore rilevante: la maggior parte delle D. azureus attualmente in commercio rappresenta la discendenza di quei primi ceppi originali importati in Europa sul finire degli anni '60 sino al blocco totale dell'importazione degli animali "WC": se questo vada ad incidere negativamente, a causa dell'eccessiva consanguineità degli esemplari in circolazione, non è stato dimostrato. Tuttavia è lecito sospettare che il continuo inbreeding in qualche misura possa aver influito sul piano della resistenza e robustezza di queste raganelle: morie improvvise, senza apparente spiegazione o verificatesi nel medio termine non sono una novità, per questo motivo l'acquisto di D. azureus andrebbe sempre e comunque ben valutato anche perchè difficilmente avremo l'opportunità di acquistare degli esemplari adulti che, con tutti i limiti del caso, potranno offrire qualche possibilità in più di successo, almeno rispetto a esemplari "mignon" notoriamente più delicati e quindi esposti ad ogni possibile magagna, laddove per qualche ragione le condizioni di allevamento non rispondessero alle loro esigenze.
Per quanto riguarda l'allevamento, sostanzialmente questa raganella manifesta le medesime esigenze di D. tinctorius : un terrario di medie dimensioni ( indicativamente 70x50x50) potrà ospitare un gruppo di 3-4 esemplari, al massimo 5. In natura, come dicevamo, D. azureus si osserva in ambienti costituiti da formazioni rocciose interessate da modesti fenomeni di ruscellamento: per tale ragione alcuni allevatori offrono a queste raganelle un surrogato del loro habitat naturale, allestendo terrari con pareti di poliuretano coperto di torba e cascatelle alimentate da una pompa per acquari. Una soluzione ottimale anche se, va detto, non esente da rischi: risultando D. azureus alquanto sensibile alle infezioni e alla presenza di batteri nell'acqua riciclata .
Se si optasse per questo genere di allestimento del terrario, andrebbe posta la massima attenzione all'igiene dell'acqua. Frequenti cambi parziali e l'utilizzo di una sump con pompa, filtro e riscaldatore sarebbero d'obbligo.
Per quanto concerne l'umidità dell'aria, D. azureus necessita di un tasso d'umidità lievemente più elevato rispetto alle necessità delle altre raganelle della specie tinctorius. Valori compresi tra l'80 e il 90 %, con un picco sino al 100%, risulteranno ottimali. Va anche detto, ma lo vedremo più avanti, che una diminuzione periodica del tasso di umidità atmosferica del terrario risulterà determinante nel momento in cui si volesse ottenere la riproduzione.
Due o più nebulizzazioni al giorno si renderanno quindi necessarie: se non si vuole procedere manualmente, l'installazione di un impianto a pressione dotato di ugelli rappresenterà la soluzione ottimale.
Le temperature potranno essere mantenute sui 24-26 gradi centigradi diurni, con un calo notturno non inferiore ai 19-20 gradi.


Materiali e piante per il terrario delle D. azureus

blue sipaliwiniSe si volesse optare per la soluzione del terrario dotato di sump e riciclo d'acqua, sarebbe opportuno costruire una sorta di parete in poliuretano rivestito volta a ricreare una sorta di parete rocciosa con relativa cascatella: una soluzione fattibile per chi dispone di una minima esperienza e una certa manualità con questo tipo di costruzioni. In alternativa, sarà possibile procedere con un allestimento più semplificato, utilizzando i consueti materiali quali xaxim o fibra di cocco in
pannelli. E' importante comunque offrire a queste raganelle qualche terrazzamento ottenuto con radici di legno "Manila" o simili, per uso acquariologico e corteccia di sughero: per quanto terricole, D. azureus non disdegnano qualche occasionale arrampicata e, inoltre, la presenza di più livelli si rivelerà utile in quanto le raganelle potranno disporre di spazi non riscaldati (a differenza del fondo in genere lievemente più caldo per la presenza di eventuali cavetti o piastre) dove termoregolarsi a piacimento e qualche punto meno umido sul quale sostare a seconda delle loro necessità. La vegetazione potrà essere costituita da piante di facile reperibilità: per le pareti i consueti Ficus repens o pumila, nonché qualche rampicante a foglie più grandi, tipo Philodendron scandens.
Qualche Bromeliaceae tra le poche specie resistenti alle saturazioni di umidità come Neoregelia sp., Nidularium sp., e Cryptanthus sp. Potranno completare il tutto. E' importante lasciare degli spazi aperti, in particolare lungo la parte anteriore del terrario che potrà quindi essere costituita da un tappeto di muschi e foglie di Quercia.
Per eventuali allestimenti che prevedano l'utilizzo di Bromeliaceae rare, Felci epifite e Orchidee, sarà inevitabilmente necessario indirizzarsi verso alcune ditte straniere specializzate nella coltivazione di tutte quelle specie botaniche per lo più non reperibili sul mercato italiano, salvo qualche rara eccezione (Orchidee).
In merito all'attrezzatura, non c'è molto da dire: ne abbiamo parlato in più articoli sulle Poison Frogs, comunque in sintesi ci occorreranno: un cavetto riscaldante da posizionare sotto al materiale di fondo del terrario (torba o argilla espansa ricoperta da muschi) di adeguato wattaggio. In genere per un terrario collocato in una stanza dove la temperatura minima invernale non scenda sotto i 18-20 gradi centigradi, ci basterà un cavetto di 15 watt. In alternativa, l'applicazione di una piastra riscaldante da collocare sotto al vetro di fondo rappresenterà una soluzione ugualmente idonea.
Per quanto riguarda l'illuminazione, rimane a discrezione dell'appassionato, dato che le soluzioni sono diverse come diverse risultano le "scuole di pensiero" in merito all'argomento. Se ritenete opportuna l'esposizione degli animali alle emissioni uva-uvb, un neon interno al 2% fa al caso vostro, altrimenti è possibile in alternativa utilizzare le lampade esterne tipo "PL" che vi permetteranno di ottenere una crescita davvero notevole delle piante del terrario.


Manutenzione del terrario per D. azureus

Come per qualsiasi specie di Poison Dart Frogs, alcuni interventi di ordinaria manutenzione del terrario si renderanno necessari periodicamente. Dendrobates azureus manifesta una certa sensibilità alla presenza di inquinanti e batteri, quindi alcuni interventi di pulizia del terrario saranno conseguentemente necessari. Tali interventi si limiteranno ad una pulizia periodica delle piante imbrattate dalle abbondanti deiezioni di questi Anuri particolarmente voraci e "produttivi", nonché alla pulizia periodica dei cuscini di muschio e alla sostituzione delle foglie di Quercia quando necessario. La cosa fondamentale per lo più è la cura dell'igiene di ogni riserva idrica presente nella teca: che si tratti dell'acqua depositatasi nelle ascelle delle Bromeliaceae, o del liquido presente all'interno di dischetti petri e simili, andrà posta la massima attenzione alla qualità dell'acqua, ricordando che le Dendrobates utilizzano ogni possibile riserva idrica sia per assumere l'acqua necessaria che per defecare. Quindi almeno una volta ogni due giorni risulterà opportuno sostituire l'acqua nei dischetti o altri recipienti e periodicamente procedere con una pulizia accurata delle Bromelie.
Va anche detto che una maggiore sensibilità ai batteri e quindi a eventuali patologie dovute a infezioni, riguarda per lo più gli animali di piccole dimensioni. Le azureus adulte, se ben alimentate e stabulate correttamente, si rivelano in genere raganelle robuste, in qualche misura più tolleranti nei confronti di qualche piccolo errore d'allevamento, almeno rispetto ai froglets e alle ranocchiette di pochi mesi di vita.


Alimentazione ed integrazione

Sostanzialmente il regime alimentare di D. azureus non si discosta da quello che accomuna più o meno tutte le Dendrobatidae. Delle raganelle in buono stato di salute si riveleranno delle fameliche cacciatrici di piccoli organismi, e quindi, come consuetudine, si renderanno necessarie alcune somministrazioni quotidiane di cibo vivo. Ci limitiamo quindi a fornire un elenco dei principali tipi di alimenti vivi che abbiamo sperimentato con i nostri esemplari:

green sipaliwiniDrosophila: hydei e melanogaster attere, nonché altre specie, rappresentano la "base" dell'alimentazione

Collemboli: dopo i moscerini della frutta sono un alimento molto indicato: va rammentato che D. azureus rappresenta una specie "microfaga", quindi nessun problema nell'offrire organismi della taglia dei Collemboli.

Trichorhina tomentosa; buon alimento in genere sempre accettato dalle raganelle

Callosobruchus maculatus (punteruolo del fagiolo dall'occhio) Dopo qualche perplessità iniziale, i miei esemplari di D. azureus hanno accettato avidamente questo "nuovo" alimento.

Thermobia e Lepisma ("pesciolini d'argento"): In genere vengono accettati solo gli esemplari di piccole dimensioni

Plodia interpunctella e Galleria mellonella : le larve di piccole dimensioni di questi lepidotteri vengono accettate e consumate con avidità dai miei esemplari.

Alphitobius diaperinus ("Buffalo Worms"): In genere le larve di piccole dimensioni di questo tenebrionide vengono quasi sempre accettate dalle raganelle

Questo per quanto riguarda gli alimenti vivi provati personalmente sulle nostre rane, poi ovviamente a ciascuno la possibilità e l'opportunità di "testare" ulteriori organismi.
In merito all'uso di integratori calcio-vitaminici, come già osservato in altre occasioni, personalmente mi sento di suggerire l'uso di pochi prodotti ben mirati, quali il Rep-Cal calcio più vitamina D3, il Korvimin zvt e l'Amivit . Un paio di spolverate settimanali sugli insetti da pasto con i suddetti prodotti dovrebbero soddisfare le esigenze integrative delle nostre ranocchie.


Riproduzione

D. azureus matura sessualmente tra i 12 e i 18 mesi di vita: In genere la riproduzione si ottiene a seguito di un periodo di "siccità relativa" durante al quale avremo diminuito sensibilmente la frequenza delle nebulizzazioni e ridotto conseguentemente il tasso di umidità atmosferica all'interno del terrario. Una volta ripreso a nebulizzare copiosamente, aumentando nel contempo il quantitativo di cibo somministrato quotidianamente, le raganelle dovrebbero iniziare a manifestare qualche segnale di imminente attività riproduttiva. Va anche detto che per ottenere la riproduzione è necessario disporre di esemplari sessualmente maturi: i maschi dovrebbero iniziare a cantare (il suono è una sorta di "Buzz" poco percettibile), e quindi le femmine "rispondere" al richiamo del maschio avvicinandosi e "istigando" con lievi colpetti di zampa il maschio per indurlo a dirigersi nel luogo prescelto per la deposizione. L'accoppiamento e la deposizione avvengono in genere nei dischetti petri o simili collocati preventivamente sotto una mezza noce di cocco o, in alternativa, nei portarullini neri. In media vengono deposte dalle 2 alle 8 uova. Per quanto riguarda la cura delle uova e dei girini vi rimando all'articolo sulle D. tinctorius già pubblicato in questa sezione.


true sipaliwiniUna precisazione

Per la stesura della presente scheda, abbiamo utilizzato la tassonomia "tradizionale", cioè la denominazione della specie in quanto Dendrobates azureus, nome con il quale questa raganella è universalmente conosciuta, in realtà non sarebbe più valido perchè oramai la specie è a tutti gli effetti considerata una varietà locale di Dendrobates tinctorius


Qualche altra raganella dell'area di Sipaliwini

Tra le varie locality di Dendrobates tinctorius in allevamento, è possibile osservare alcune originarie in natura da altre zone della Savana di Sipaliwini: si tratta di animali molto difficilmente reperibili in Italia, comunque a titolo informativo vale la pena spendere due parole per queste tinctorius dalla pigmentazione e dal disegno particolarmente affascinanti

Dendrobates tinctorius "True Sipaliwini"
Raganella di dimensioni piuttosto grandi, presenta una pigmentazione di base nera-blu con sottili linee azzurre sulla parte dorsale e lungo i fianchi. Alcuni esemplari palesano tre macchie bianche sul capo, che occasionalmente possono risultare gialle. Proviene dall'estremo sud della Savana di Sipaliwini.

Dendrobates tinctorius "Blue Sipaliwini"
Locality a volte definita "New River", presenta una pigmentazione di base blu scuro-nero con un fitto reticolo dorso-laterale di un azzurro variabile. Molto simile al "True Sipaliwini"

Dendrobates tinctorius "Green Sipaliwini"
Variante geografica molto simile al "Blue Sipaliwini" dal quale si distingue per la pigmentazione del reticolo dorso-laterale di un verde chiaro più o meno marcato.

Dendrobates tinctorius "New Valley"
Locality probabilmente di recente scoperta, piuttosto simile alle vere e proprie "azureus" sulla quale per adesso le notizie scarseggiano.


Alcuni "prodotti" ottenuti da incrocio di "azureus"x tinctorius

Dendrobates tinctorius "Amotopo"

Possibile "incrocio" tra locality, molto probabilmente ottenuto in cattività dall'accoppiamento tra D. tinctorius "azureus" x D. tinctorius "Regina" oppure D. tinctorius "Patricia" Presenta una pigmentazione piuttosto eterogenea caratterizzata da un reticolo dorsale e chiazze laterali bianche.
Le zampe anteriori possono presentare una maculatura gialla. Raganella molto interessante anche se non rappresenta una locality pura.

Dendrobates tinctorius "Agreya"
Su questa raganella si hanno dati certi, essendo il "prodotto" dell'incrocio tra D. tinctorius "azureus" e D. tinctorius "Powderblue" o "Graubeiner". Animale notevole caratterizzato da una pigmentazione che in genere porta i disegni delle "Powderblue"ma che manifesta contemporaneamente il classico pigmento blu elettrico delle "azureus" nella parte ventrale e sugli arti. Alcuni individui possono manifestare un disegno azzurro a reticolo molto pronunciato sulla parte dorsale e sui fianchi. Selezione ottenuta in Olanda che occasionalmente appare sul mercato. Se non vi interessano le locality pure ma desiderate allevare una tinctorius robusta e molto visibile, non posso che consigliarvelo.


Varney

Letture consigliate: Znella F. "Dendrobatidi" Edizioni Wild
                                Lotters-Jungfer-Henkel-Schmidt "Poison Frogs" Edizioni Chimaira

Stiti internet: www.dendrobase.de
                      www.dendrobatenwelt.de
                      www.tropical-experience.nl/

Le immagini sono di proprietà di Dendrobase.de
                                                   Peruvian frogimport.nl
                                                   Aaron Piras
                                                   Wildsky vivarium

Scritto da Lalla il 07/02/2009 20:49:36 ·
Commenti
avatar grimgor2 il 08-02-2009 12:21:35
compliments!ottima scheda..sempre più voglia!:T_T:
avatar gigiols il 10-02-2009 21:39:21
Questa raganella è sempre stata il mio sogno :eyes:
avatar Varney il 10-02-2009 23:04:55
Grassie:=$: Purtroppo è una raganella che come dicevo in Italia si vede raramente: l'ideale sarebbe partire con un programmino di riproduzione, cosa che dovrei fare a breve, avendo trovato femmine di linea F2, vedremo...comunque ci proveremo:=D:
avatar ryu il 18-03-2009 15:41:49
scusami conosci delle specie di Dendrobates africane?un mio amico ne ha 4 gialle e nere e sarei interessato grazie
avatar Varney il 25-03-2009 17:58:01
Non mi risulta che ci siano Dendrobatidae nel continente africano....qualcosa di simile (anche se non appartengono alla famiglia delle Aromobatidae-Dendrobatidae) sono le Mantellidae del Madagascar.....Se poi si parla di specie africane, non ho la più pallida idea di quali rane si tratti, posso desumere delle Hyperolius o organismi affini.....nulla a che vedere comunque con le Dendrobates.
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Davide Ingrao  stato
10/05/2015 21:38:49
Sono nuovo, vorrei fare una domanda come si fa?
Davide Ingrao  stato
10/05/2015 21:38:21
Salve a tutti
Antonio92  stato
10/12/2014 14:41:32
Salve a tutti. e buona giornata
Antonio
freddo mercurio  stato
06/10/2014 23:06:34
salve a tutti .
Ofione  stato
10/08/2014 16:54:39
Ma la Shoutbox non se la fila nessuno? :asd:
Luca  stato
05/08/2014 19:50:48
Visto che le foto sono hostate su siti esterni probabilmente sono state rimosse...
Alexi Hermenel  stato
04/08/2014 21:09:49
o Ragazzzi ma xchè non vedo le foto nelle discussioni .. sono state cancellate? sono discussioni si del 2005 - 2008 ma che palle dai..
tokay.org  stato
12/07/2014 09:27:46
si oddio !!!!!!!!!!!
tokay.org  stato
12/07/2014 09:27:35
cos'è una chat?
LorenzoMuratori  stato
13/09/2013 00:16:02
Non vedo l'ora che ci sia Verona Reptiles